Dal IV secolo circa a.C. fino al III secolo d.C. il Giappone entra nel periodo Yayoi o nell’età dei metalli. Il nome Yayoi deriva dal nome di un paese di Tokyo dove, nel 1884, si scopre per la prima volta un vaso di terracotta. La nuova cultura Yayoi comporta nuovamente l’uso di pentole di terracotta ma di qualità più durevole e sottile. Esse hanno decorazioni più semplici oppure non ne hanno.


La civiltà cinese e la sua influenza nella cultura giapponese

In questo periodo il Giappone è invaso dalla popolazione cinese che passa per la penisola coreana (si trova tra i due paesi). Ci sono due avvenimenti importanti da ricordare:

  • I giapponesi imparano dai cinesi la risicoltura e le tecniche di lavorazione della terra. Dal Kyūshū, che si trova a sud del Giappone, si distribuisce per tutta l’isola la coltivazione del riso.
  • Si diffondono gli utensili e le armi di bronzo e di ferro. Da qui capiamo che il Giappone entra direttamente nell’era del ferro.

Nel 1943 si scoprono tracce di un villaggio del periodo Yayoi nella località conosciuta oggi come sito archeologico di Toro (nella città di Shizuoka, a sud di Tokyo). Tragli anni 1947-1950 dagli scavi archeologici si scopre che il villaggio aveva oltre 75.000 m² di risaie. Gli scavi archeologici di Toro è il sito archeologico di maggior interesse di tutto il Giappone.

Dall’introduzione della risicoltura, fino ai giorni nostri l’alimentazione dei giapponesi si basa sul riso con verdure e prodotti di mare. Questo regime alimentare è essenzialmente vegetariano.

Il Museo nationale della storia giapponese, nel maggio del 2003, annuncia che nella parte sud del Kyūshū l’era Yayoi è iniziata intorno al X secolo a.C. Quest’annuncio, se confermato dal mondo accademico, la descrizione del Giappone del periodo preistorico subirà modifiche significative.

I cinesi, durante la dinastia Shang (1500 ca.-1100 ca. a.C.), che un tempo i giapponesi chiamavano In (Yin in cinese), dal nome della sua ultima capitale, usavano già strumenti in bronzo fusi con tecniche avanzate. Intorno al 4000 a.C. conoscevano già l’agricoltura e la pastorizia ed entravano nell’età del ferro nell’VIII secolo a.C.

Con la nascita della dinastia Han (202 a.C.-220 d.C., Kan in giapponese), Corea, Giappone ed altri paesi vicini vengono influenzati dalla cultura di alto livello della Cina di quel periodo. La via della seta che collegava la Cina con il Giappone è nata nell’epoca Han.


Piccoli stati si formano

La società giapponese di questo periodo si evolve. Dopo aver imparato la risicoltura, c’è bisogno di molta acqua e molte persone per la gran mole di lavoro. Si possono mettere da parte i prodotti in eccesso. Da qui inizia la divisione sociale che conosciamo oggi.

Si iniza a collaborare tra più villaggi per il governo delle acque o per l’irrigazione. Cresce pian piano l’autorità politica e chi ha più potere si chiamava dominatore o signore potente di una zona che governa. Nel I secolo a.C. nascono tanti piccoli stati.

Le fonti cinesi iniziano a parlare del Giappone sono negli ultimi secoli a.C. Una della testimonianze più antiche sono una breve nota nel libro Hanshu (in giapponese Kanjo, o “Libro della dinastia Han”). Questo testo viene chiamato anche Qianhan shu (Zenkanjo in giapponese, o “Libro della dinastia Han anteriore”) perché non parla dell’intera storia della dinastia Han.

Nel periodo della creazione dei piccoli stati, due zone nel centro e nel sud del Giappone sono culturalmente avanzate. Dai siti archeologici tra gli oggetti in bronzo, troviamo armi a forma di spada in rame e oggetti a forma di campana usati nei momenti religiosi. Le armi a forma di spada si trovavano nella parte settentrionale del Kyūshū e le campane nella regione del Kinki (conosciuta anche come regione del Kansai).


Lo stato dello Yamatai

Il Sanguo zhi (Sangokushi in giapponese, Storia dei tre regni) è un altro testo di storia ufficiale cinese compilato nel III secolo d.C. Questo libro ci da informazioni dettagliate sul Giappone. Nelle sue descrizioni del Giappone del III° secolo ca., si parla di uno stato chiamato Yamatai governato dalla regina Himiko che comandava una tentina di stati. Non si sa di preciso dove si trovava questo stato. Se si seguono le informazioni come descritte nel libro, si finisce nell’Oceano Pacifico, qualcuno dice si trova nella parte a nord del Kyūshū e altri a Nara, o come veniva chiamato in quel periodo, Yamato. Durante i primi secoli d.C. il Giappone si avviava verso l’unificazione politica.


Come vivevano i giapponesi nello Yamatai?

Secondo lo Sanguo zhi, alla morte di qualcuno la sua bara non viene sotterrata per oltre 10 giorni. In questo periodo di tempo non si mangia carne. Chi organizza il funerale piange ad alta voce mentre gli altri festeggiano allegramente cantando, ballando e ubriacandosi. Seppellita la salma, ogni membro della famiglia si immerge in acqua per purificarsi. Arrivati in Cina (non è chiaro se per viaggiare o per pregare), viene proibito loro pettinarsi, pulirsi dalle cimici, lavare i vestiti, mangiare carne e avvicinarsi alle donne. Per prevedere il futuro, applicano delle piccole crepe sulle ossa mentre queste bruciano al fuoco per interpretare i tagli con profezie favorevoli o sfavorevoli, come da noi (i cinesi) leggendo i gusci di tartaruga. La regina Himiko, secondo questo testo, è abile nell’influenzare i suoi sudditi con i suoi incantesimi, fingendo di essere un medium tra gli uomini e gli spiriti.

Le decrizioni di questo libro parlano della vita religiosa del Giappone di quel periodo, prendendo il nome di shintō (lett. via delle divinità). Queste pratiche sono ancora in uso nella tradizione shintoista.


L’unità nazionale giapponese

Per cent’anni non abbiamo fonti stranere di cosa stà succedendo in Giappone. Sappiamo che dal Kyūshū fino alla regione del Chūbu (parte centrale del Giappone) erano già unificate dal potere dello Yamato.

Si pensa che l’unità nazionale sia arrivata nella prima della metà del IV secolo.

Il periodo Yayoi lo si colloca a volte nell’era preistoria, dove non ci sono documenti e a volte in quella antica, dove ci sono materiali scritti ma scarsi e non affidabili.

Nel prossimo post di storia parleremo del periodo Yamato.

Ci vediamo.


Fonti: Il Giappone e la sua civiltà: profilo storico (2° edizione), National Museum of Japanese History, wikipedia